Regia: Jafar Panahi, 2000.
Otto storie diverse, apparentemente frammentarie, di donne a Teheran il cui cammino si incrocerà drammaticamente al termine chiudendo il Cerchio. Otto donne costrette in qualche modo a nascondersi, a fuggire, ad eludere una colpa per un “reato” che non hanno commesso ma che una società “rigida” impone loro di espiare.
l film non ha una protagonista centrale: è costruito su una serie di racconti brevi in interconnessione che illustrano le quotidiane sfide che devono affrontare le donne in Iran. Per tutto il film, Panahi si concentra sulle piccole regole che simboleggiano le difficoltà della vita per le donne iraniane, come ad esempio la necessità di indossare un chador in determinate circostanze, o il fatto di non essere permesso di viaggiare da sole. Egli usa spesso il contrasto per illustrare sia la felicità che la miseria nella Teheran contemporanea.

