Da Cine Femmes

PINA

Regia: Wim Wenders, 2011.
Il film, girato in 3D, è un tributo alla celebre coreografa tedesca Pina Bausch (1940-2009) con la sua compagnia di teatrodanza a Wuppertal. Nel 1985 Wim Wenders vede per la prima volta “Café Müller”, nel quale la coreografa tedesca capofila del teatrodanza, danza per 40 minuti insieme ai suoi ballerini sulla musica di Henry Purcell. Ne nasce un’amicizia lunga vent’anni e il progetto di un film insieme, che comincia a concretizzarsi nel 2008, con la scelta del repertorio da filmare (‘Café Müller’, ‘Le Sacre du Printemps’, ‘Vollmond’ and ‘Kontakthof’) ma s’interrompe un anno dopo, con la morte di cancro della stessa Bausch. Il lavoro di lei viaggia dalla genesi del Tanztheater negli anni Settanta, dentro un momento di forte messa in discussione della cultura precedente, di reinvenzione necessaria e di assoluta libertà creativa;  all’ispirazione neorealista ma profondamente psicologica, per cui i gesti nascevano dal contributo personale dei ballerini, interrogati sul loro vissuto e chiamati a scrivere una lingua nuova con il corpo, la parola, l’abito “civile” anziché il costume di scena, la nudità.