L’autrice è riuscita a ricostruire la civiltà arcaica dell’Europa Antica e a riportare alla luce la presenza centrale del femminile nella storia. I suoi studi spaziano dal neolitico all’età del bronzo. A sostegno delle sue tesi, esamina i reperti, in parte già noti e in parte da lei stessa dissepolti durante i suoi scavi nel bacino del Danubio e nel nord della Grecia, che comprendono un vastissimo repertorio di oltre 2000 manufatti, tutti riprodotti nel volume, mostrando i nessi dimenticati tra il mondo materiale e quello dei miti di una cultura raffinata, la cui genesi è alle radici del patrimonio culturale dell’Occidente. Protagonista è la donna, o meglio, il femminile con la sua stretta associazione alla Dea che certa cultura voleva assoggettata ai sistemi patriarcali, e che invece, grazie alle scoperte della Gimbutas, risorge in una nuova luce come elemento di altrettanto potere e importanza.

IL LINGUAGGIO DELLA DEA
Marija Gimbutas
