Regia: Gilles de Maistre, 2007.
Dieci nascite seguite in Francia, Vietnam, Stati Uniti, Brasile, India, Tanzania, Giappone, Niger, Siberia, Messico e la voglia di mostrare dei modi di nascere diversi. De Maistre non vuole proporre inni retorici alla vita ma, più semplicemente, mostrare come il nascere non sia solo un fatto naturale e come la cultura influenzi profondamente il venire alla luce. Assistiamo così a un parto in piscina con tanto di delfini pronti a omaggiare il nascituro. Veniamo messi di fronte all’efficienza di un ospedale vietnamita cosi come a una nascita notturna in una tribù amazzonica. Non c’è nulla in comune tra la coppia del Maine che vive in una sorta di comune in cui si attende il parto suonando la chitarra con la puerpera adagiata in una piscinetta di plastica e la donna Masai che vive le stesse sensazioni di gioia e di sofferenza a tutt’altra latitudine. O forse invece sì ed è proprio questo che diviene l’elemento di attrazione di questo documentario: il mistero del nascere. Apparentemente uguale eppure così profondamente diverso.

